Sperimentazione scrittura collettiva



L’obiettivo di questa sperimentazione, avviata nell’ambito del I Festival dell’Apprendimento, è quello di offrire a tutti gli amanti della scrittura un luogo dove potersi esprimere e collaborare al fine di dar vita a una meravigliosa Fiaba dell’Apprendimento attraverso la scrittura collettiva.

La 20Lin.es ha sviluppato un innovativo format di scrittura creativa nel quale abbiamo scritto un incipit di 20 righe, lasciando a tutti Voi la possibilità di proseguire la Fiaba fino a creare una storia breve composta da 6 sezioni di massimo 20 righe ciascuna. La cosa bella è che per ogni sezione possono essere scritte diverse alternative così che da uno stesso incipit si diramino infinite possibili trame, una sorta di continuo sliding doors. Sono quindi i lettori che, attraverso la loro interazione e il loro giudizio, stabiliscono qual’è la loro trama preferita: questa diventerà la storia finale che sarà pubblicata sotto forma di eBook.
Ad oggi il nostro progetto lanciato da 20Lin-es coinvolge  più di 35.000 persone su base mensile tra cui anche autori importanti del calibro di Giorgio Faletti, Wu Ming, Paola Calvetti, Carmine Abate e Mimmo Gangemi. In allegato troverete  una presentazione introduttiva abbastanza completa.
L’incipit della nostra Fiaba (che leggerete qui di seguito) è riportato con massima rintracciabilità attraverso il logo del Festival sulla homepage del sito di 20Lin.es. Questo esperimento proseguirà per tutti i giorni del Festival affinché la community dei formatori e dei relatori possa definire una Meravigliosa , come storia completa.

INCIPIT DE “La fiaba dell’apprendimento”

C’era una volta uno scimmione che per centinaia di migliaia di anni ha fatto ciondolare le proprie lunghe braccia e la propria testa quadra senza esser stato mai particolarmente innovativo.

Poi, forse all’improvviso, superò il disagio della posizione eretta, scoprì l’ordine delle relazioni e avviò la propria esperienza del tempo.

Quello scimmione iniziò il suo cammino lungo un sentiero tortuoso ed eterogeneo, caratterizzato da forti crisi ma anche da entusiasmanti successi. Man mano diventò sempre più capace di scoprire, inventare, comunicare e beneficiare d’inaspettati effetti collaterali provocati dal suo agire.

Così abbandonò un presente senza prospettive e diventò uomo: soggetto capace di definire i termini progettuali del suo dirigersi e di proiettare la sua azione verso il futuro.

Lungo questo sentiero tortuoso vide un orizzonte, e il suo agire trovò dimora in quella relazione sessuale, sociale e con la terra che gli consentì l’organizzazione stabile della propria esistenza e la prosecuzione della propria identità di soggetto, oltre il presente.

Così il cervello di quel vecchio scimmione imparò man mano a riorganizzarsi, a rigiocarsi, a riadattarsi, a riutilizzare delle mappe neurali costruite per qualcos’altro, o per nessuna ragione. Iniziò ad apprendere, abilitò quella possibilità di utilizzare funzioni che non avevano nessun motivo di esistere, non avevano nessuna utilità apparente eppure, se ridefinite, consentivano sorprendenti realizzazioni.

Percorrere quel sentiero, incerto e affascinante, ha consentito all’uomo di uscire dal dominio della necessità per approdare al gioco dell’esplorazione delle possibilità nell’incertezza.

Così la fiaba dell’apprendimento diventa il racconto della storia dell’umanità.

Antonello Calvaruso

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